Il primo convegno di un percorso italiano si è svolto a Mantova
È partito da Mantova da alcuni giorni il viaggio tra i distretti italiani delle eccellenze agroalimentari di cui sono protagonisti Fondazione Qualivita ed EXPO 2015, con il sostegno di Fondazione Banca Monte dei Paschi di Siena e Gruppo Montepaschi. Un dibattito sul medio-lungo periodo per riflettere sulle prospettive che Expo 2015 può portare alle aree vocate come Mantova.
“Non è un tema solo localistico, perché quello agricolo è un settore su cui hanno competenza i livelli istituzionali italiano ed europeo e per il quale valgono accordi internazionali, e anche perché le prossime guerre saranno combattute su acqua e cibo” ha detto il segreterio generale della Fondazione Qualivita Mauro Rosati “Quindi il progetto per Expo fatto da Qualivita è legato agli IGP, perché pensiamo che esperienze come quelle del grana padano e del parmigiano reggiano possano portare un contributo all’esposizione internazionale e al tipo di modello di sviluppo che dobbiamo adottare, quello dei distretti alimentari, che a noi italiani permettono di essere riconosciuti a livello internazionale per la nostra sensibilità e capacità agricola”.E agli IGP è legata anche la pubblicazione dell’Atlante Qualivita, che serve alla valorizzazione delle eccellenze agroalimentari italiane raccontando i 205 prodotti italiani DOP IGP STG, registrati dall'Unione Europea, attraverso schede tecniche con foto, dati, fasi di lavorazione, caratteristiche del prodotto e del territorio di produzione.
“Qualivita per noi di Expo è di grande interesse” ha spiegato Fabrizio Grillo della Direzione Sviluppo Tema e Relazioni Istituzionali di Expo 2015 “perché permette il confronto tra modelli diversi, per la sua attinenza con le tematiche dell’esposizione e soprattutto perché l’Atlante e tutti i dibattiti che verranno sviluppati potranno essere utilizzati durante l’evento”. Grillo ha anche ricordato come sarà strutturata l’area, come aveva già illustrato Alberto Mina alla Millenaria lo scorso anno.
“Expo” secondo l’assessore provinciale all’agricoltura Maurizio Castelli “è una grande avventura per il nostro territorio, dove si può trovare un modello concreto e reale con grandi produzioni IGP e una grande qualità espressa nelle diverse facce dell’agricoltura: per esempio la sicurezza sul lavoro, dove gli incidenti sono diminuiti del 50 per cento. Mantova è un modello sostenibile”. “E’ proprio nelle IGP” ha aggiunto Maurizio Ottolini, presidente Confcooperative “che c’è la prospettiva per l’agricoltura italiana”.
Bruno Fortichiari di Banca Monte dei Paschi ha voluto illustrare come la banca segue da vicino gli sviluppi sulla scena agroalimentare. “Molto spesso i produttori sono bravissimi ma hanno poche capacità finanziarie. Le aziende sono molto patrimonializzate ma dall’altra parte hanno redditi molto incerti e poca forza contrattuale. Abbiamo rilevato il rischio della sottrazione di terreni all’agricoltura per impiegarli al fotovoltaico, ma esso deve rimanere un’attività connessa e non sostitutiva dell’agricoltura”.
Infine la parola alle aziende, quelle che, ha voluto sottolineare il moderatore Luigi Chiarello, contano di più. “Expo è una grande opportunità da non lasciarsi sfuggire in cui dobbiamo riuscire a esportare il nostro sistema produttivo” per Paolo Carra del Consorzio Virgilio. “Nel mondo agricolo la programmazione è completamente diversa da quella degli altri settori, perché le decisioni prese oggi hanno effetto tra un anno. Il rapporto tra agricoltura e territorio va recuperato, come anche quello tra banche e aziende agricole perché l’appoggio finanziario serve all’agricoltura di qualità. Bisogna crederci però anche politicamente, perché troppo spesso siamo penalizzati da dazi e penalizzazioni che ci impediscono di farci valere in alcuni paesi esteri”.
“Il dibattito deve rinascere sincero” ha concluso Paolo Voltini del Consorzio Casalasco del Pomodoro, annunciando alcune novità. “Noi come consorzio ci siamo attrezzati per essere una realtà di grandi dimensioni, il 50 per cento del pomodoro italiano passa attraverso di noi. Entro l’anno ci sarà il distretto del pomodoro e ci siamo già impegnati con Regione Lombardia con una richiesta di accreditamento per un distretto ortofrutticolo che coinvolga l’indotto – come anche i fornitori e le banche. A Expo arriveremo così con un a concreta concertazione e dialogo, e potremo fare promozione e valorizzazione. L’importante, per i prossimi tempi, sarà di creare le condizioni perché Expo sia il volano per un mercato leale e trasparente”.