A QUANDO UN ARTICOLO SUL COMPORTAMENTO ANTIIMPRESA?
21.06.2010
Ceccardi all’Assemblea Generale di Federmeccanica parla di impresa e sindacati
“Se esiste un articolo 28 che sancisce il comportamento antisindacale, a quando un articolo 28 che sancisca il comportamento antiimpresa?”. Pier Luigi Ceccardi ha portato a Mantova l’Assemblea Generale di Federmeccanica, relazionando una folta platea di imprenditori e istituzioni su quanto sta avvenendo nel settore, senza mancare di lanciare frecciate a Fiom Cgil rispetto alla situazione dello stabilimento Fiat di Pomigliano.
Tra il 2000 e il 2009 la metalmeccanica ha visto crescere le esportazioni verso i paesi del Birc (Brasile, Russia, India Cina) del 135 per cento, 255 verso la sola Cina, ben più di quanto è aumentato il settore nel suo complesso (13 per cento).
Un dato che fa capire quanto ingente sia stato lo sforzo di innovazione e riqualificazione dell’apparato produttivo.
Ma la crisi ha cambiato questa prospettiva. “Nel 2009 nel settore metalmeccanico – ha spiegato Ceccardi – il valore aggiunto ha registrato una caduta del 21,6% mentre l'impiego di lavoro (l’occupazione al netto della Cassa Integrazione) è diminuito del 9,1% determinando una caduta della produttività di 13,8 punti percentuali». Nella seconda metà del 2009 si è avviata una moderata ripresa della produzione che è proseguita nei mesi dell’anno in corso.
“I recuperi” ha proseguito Ceccardi “costituiscono ancora oggi una piccola parte dei volumi complessivamente persi durante la fase recessiva”. Per quanto riguarda l’export, negli ultimi dodici mesi l'Italia ha partecipato alle esportazioni di prodotti meccanici per oltre 145 miliardi e ha realizzato un attivo nell’interscambio superiore a 32 miliardi, che compensa in parte il deficit.
“Chi ha sofferto di più” ha sottolineato il presidente di Federmeccanica “sono state le imprese di minori dimensioni, più fragili finanziariamente, meno attrezzate per andare sui nuovi mercati”.
Ed è proprio sui nuovi mercati che, secondo il mantovano, bisognerà puntare, tenendo presente che le piccole imprese hanno una struttura dimensionale troppo squilibrata per competere, ed è un segnale positivo lo sviluppo dei distretti industriali.
In telecollegamento il ministro Maurizio Sacconi ha ricordato che l’Italia è stata messa al riparo delle speculazioni ma “dovremo continuare con la disciplina di bilancio, e per questo bisognerà trovare il modo di garantire crescita e occupazione senza contare sulla leva della finanza pubblica”.
Chiudendo il pomeriggio la presidente degli industriali Emma Marcegaglia ha incitato i colleghi a “reggere la sfida dell’internazionalizzazione”, anche se da tanto tempo si parla di nuove regole ma ad oggi non esiste ancora nessun accordo. Con scelte dolorose, ha concluso la presidente di Confindustria, l’industria italiana sta tenendo, ma oggi abbiamo bisogno di cambiare, semplificare, liberalizzare quei settori che bloccano lo sviluppo.