I dati In Job nel primo trimestre: meccanica in ripresa, aziende a caccia di impiegati e tecnici qualificati
La crisi non è ancora alle spalle, però i segnali di recupero si stanno consolidando anche sul piano dell’occupazione. Nella provincia di Mantova il primo trimestre del 2010 ha registrato infatti l’attesa svolta con un sensibile aumento delle assunzioni somministrate, il costante interesse per gli impiegati amministrativi e gli operai specializzati, il recupero di settori forti come meccanica e commercio, un ritorno di interesse per l’alimentare e per comparti di solide tradizioni come il tessile.
Secondo le rilevazioni dell’agenzia per il lavoro In Job, infatti, il mercato oggi richiede sempre più personale qualificato, e questo risveglio di attività rappresenta in prospettiva un’iniezione di fiducia per l’economia locale. Le analisi statistiche tra gennaio e marzo, confrontate con lo stesso periodo del 2009, evidenziano la crescita del 73% dei contratti, con una netta preponderanza di operai (90%), il forte ricorso al personale femminile (57%) e un’incidenza di dipendenti italiani superiore al 70%.
Tra i settori economici che assumono di più nel Mantovano, In Job segnala il recupero del comparto meccanico, che acquista peso fino a toccare il 36% dei lavoratori collocati; al secondo posto si piazza il commercio con il 12% delle richieste, davanti all’alimentare con l’11% e al tessile con il 9. Tra i motivi di ricorso al lavoro somministrato, c’è equilibrio tra le esigenze produttive (43%: esecuzione di progetti, nuove commesse, stagionalità) e l’organizzazione (39%: riorganizzazioni, turni e start-up).
“La situazione nel nostro territorio presenta nei primi mesi del 2010 una netta crescita in confronto al 2009 – sottolinea Stefania Zedda, responsabile di In Job per la zona di Mantova –, anche se di fatto il mercato aveva mostrato i primi segnali positivi già a novembre e dicembre. Oggi lavoriamo molto con il commercio, la grande distribuzione e l’alimentare. Per quanto riguarda l’industria, segnaliamo la crescita del settore metalmeccanico, lenta ma costante. I contratti iniziali sono molto brevi, per commesse limitate e tempi stretti di consegna, motivo per cui la somministrazione flessibile è una soluzione ideale, in quanto l'obiettivo immediato è evadere gli ordini. Poi, non appena la situazione si stabilizza, ci sono concrete possibilità di inserire nuovo personale nell’organico interno aziendale”.
“La richiesta è maggiore per i giovani con diploma tecnico, per i quali viene disegnato un percorso di crescita: l’iniziale esigenza produttiva spesso diventa un investimento concreto su persone giudicate risorse per il futuro. Per quanto riguarda gli impiegati c’è una forte richiesta di neolaureati in materie economiche, giuridiche e informatiche da inserire con piano formativo di tirocinio finalizzato anch'esso ad acquisire nuove risorse da far crescere in azienda. Finalmente – conclude Stefania Zedda – si percepisce l’esigenza di investire sul futuro, quindi riscontriamo segnali decisamente positivi”.