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MANTOVA, CAPITALE EUROPEA AGROALIMENTARE

01.02.2010
A Mantoverra' il punto sul settore primario nella nostra provincia


Spesso ci si approccia all’agricoltura con un approccio semplicistico, ma bisognerebbe averne uno molto più articolato. È la riflessione con cui Alessandro Mastrantonio, coordinatore Agrisole e Il Sole 24 Ore, ha aperto venerdì nell’aula magna dell’Università la seconda giornata di Mantoverrà, ciclo di tre incontri nati dalla collaborazione tra Camera di Commercio e Provincia di Mantova per fare il punto su Mantova e sulle prospettive per il territorio.

I numeri per una riflessione articolata sul primario a Mantova ci sono tutti, come illustrati dal vicepresidente della Camera di Commercio Fabio Paloschi: è il settore che costituisce il 12 per cento del Pil provinciale e rappresenta il 24 per cento della aziende attive in provincia. “è il settore che meglio ha tenuto di fronte alla crisi, ma bisogna preoccuparsi per il basso livello dei prezzi agricoli, di cereali e latte in particolare, perché mette in difficoltà anche le aziende condotte da agricoltori efficienti e molto spesso giovani”.
Uno sguardo all’import export ci dice che c’è stato un calo evidente delle esportazioni, un meno 31 per cento nei primi nove mesi del 2009 rispetto all’anno precedente; “eppure occorre insistere, soprattutto nei paesi emergenti in cui aumenta il potere di acquisto, lottare contro chi cerca di offuscare l'immagine dei prodotti di buona qualità e contro barriere non sempre economiche che rendono meno agevole il percorso”. Come Camera di Commercio infine, ha annunciato Paloschi, “abbiamo formalmente chiesto al Ministero di ospitare la commissione unica dei suini”.

“Nel nostro territorio la produzione è 5 volte la produzione media lombarda”, ha ricordato l‘assessore provinciale all’agricoltura Maurizio Castelli. “Il nostro è un sistema modello per la produzione agroalimentare in Europa, con prodotti sicuri, sostenibili. Per mantenere la competitività dovremo fare attenzione a temi come i vincoli territoriali, le acque irrigue, l’immigrazione, il non quotato. Si può essere grandi essendo piccoli: spesso si parla di Mantova come capitale europea in tanti campi, ma nessuno l’ha mai definita per quello che è: la capitale europea dell’agroalimentare”.

“I dati sulla crisi non ci rassicurano, perché essa continuerà nel 2010”, ha detto Sergio Cattelan, presidente di Confagricoltura Mantova. “Occorre che apriamo una riflessione seria per cambiare,
ripensando la politica agricola e introducendo innovazioni. Finiamola di imbrogliare noi stessi e l'opinione pubblica negando la necessità degli OGM, tanto sappiamo benissimo che il 92 percento della soia è OGM oggi e che per difendere le nostre coltivazioni con altri mezzi non OGM abbiamo un impatto ambientale elevatissimo. Una delle debolezze del sistema agricolo mantovano è che le posizioni molto diverse non trovano mai sintesi”.

Meno progetti megalomani anche per Elisabetta Poloni. “”Basta con gli enti che tracciano sul terreno agricolo strade che si concretizzano dopo decenni e che lasciano solo a noi vincoli sulle nostre terre, e impariamo dalle altre attività produttive, chiediamo ai consorzi export; se gli imprenditori conoscessero meglio le opportunità sul mercato le sfrutterebbero. E poi stressiamo la politica, mettiamo uomini capaci a Bruxelles”.

Per Gian Luigi Zani, Presidente Coldiretti Mantova, nel primario “non si tratta di produrre di più ma aggiungere valore alle produzioni, mettendo le imprese a cavallo anche del terziario, più a valle nella filiera”.

Per Alberto Zilocchi, Presidente Associazione Mantovana Allevatori, il sistema è maturo e competitivo. “Il benessere deve essere inteso come un investimento e non come un onere; serve coordinazione tra tutti i protagonisti”.

Mantova è anche terra di cooperazione, secondo Mauro Ottolini, Vicepresidente nazionale Confcooperative, “un sistema che permea fortemente il territorio, l'economia, lo stato sociale mantovano. La terra è bassa e coltivarla è faticoso, perché non ha le ruote. Per difendere questo sistema bisogna proporre e fare di più degli altri. I consorzi di tutela non stanno facendo pienamente il loro dovere, dovremo fare in modo invece che nei consorzi stiano uomini con peso e capacità”.

La parola è passata poi a tre imprenditori che hanno raccontato la loro “via” per la valorizzazione e la tutela dei prodotti tipici mantovani, Nicola Levoni per la salumeria, Linda Negri per la viticoltura e Bruno Francescon per i produttori di melone mantovano. Di mercati e commercializzazione dei prodotti hanno invece discusso Paolo Carra presidente del Consorzio Latterie Virgilio, Gianmaria Menabò, direttore commerciale di Coop Nord Est e Rosario Trefiletti presidente nazionale di Federconsimatori. Un saluto è stato infine portato dall’on. Marco Carra membro della Commissione agricoltura della Camera che se da un lato ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto in questi anni dalla Provincia di Mantova a favore del settore agricolo, dall’altro lato non ha nascosto le sue perplessità sull’azione dell’attuale ministro dell’agricoltura Zaia.

Nel pomeriggio i produttori di latte crudo hanno distribuito litri di latte appena munto a tutti i presenti.
Conclusioni del presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo Paolo De Castro.

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