Monito dell’assessore emiliano alla cultura Ronchi durante Festival of Festivals 2009
I festival, esperienze culturali pubbliche che Mantova attraverso Festivaletteratura ha contribuito a far scoppiare dirompenti nel Bel Paese, sono stati protagonisti lo scorso fine settimana a Bologna con la seconda edizione di Festival of Festivals, quattrogiorni d’eccellenza dedicata al settore degli eventi e in particolar modo proprio ai festival.
Manifestazioni – secondo quanto emerso – che devono saper coniugare dei contenuti con validità scientifica e culturale alla capacità di fruizione di un pubblico che “qui va a cercare messaggi che non riescono ad arrivare in altro modo”.
È stata un’edizione, quella di FOF 2009, in cui Festivaletteratura, unico vero festival che riesce a travalicare i confini provinciali, è stato definito dall’assessore regionale dell’Emilia Romagna alla cultura Alberto Ronchi come uno dei fenomeni che hanno portato i festival dalle periferie molto ristrette legate a settori come il teatro e la danza a travolgere l’intera penisola.
“Proprio per questo” ha spiegato l’assessore “davanti al proliferare di manifestazioni e di fronte alla scarsità delle risorse pubbliche per sostenerle tutte, è necessario creare, come si sta facendo per i musei, un insieme di regole, uno “standard” di qualità per accreditare i veri festival meritevoli di ricevere contributi e un riconoscimento istituzionale, soprattutto in questa fase in cui il fare festival è diventato una moda culturale e quindi conformismo”.
Suggestioni, riflessioni, anche su come le aziende, le istituzioni, gli enti locali ma anche le fondazioni devono investire (la cultura non si fa in nome del turismo, è stato il monito dell’assessore Ronchi), sulla valorizzazione e riconoscibilità del marchio di un festival, sulla comunicazione e in particolare comunicazione sui contenuti scientifici; molti i temi che attraverso case history e testimonianze dei diversi attori sono state messe in campo per un confronto produttivo e per uno “stato dell’arte” del settore.
Un settore che, nonostante la crisi, riesce a tenere, soprattutto perché in grado di colmare il vuoto lasciato dalla comunicazione culturale tradizionale e di coltivare la cura del sé dal punto di vista intellettuale.