Nel 2008 gli infortuni denunciati in ambito agricolo sono stati 704, contro gli 837 del 2007. La flessione delle casistiche è stata pari al 50,15% nel periodo dal 2001 al 2008 e del 22,30% dal 2006 al 2008, un trend in linea con l’obiettivo regionale, fissato al –15% per il triennio 2008-2010.
I dati sono emersi durante il convegno di giovedì “Salute e sicurezza in agricoltura: colpo di calore, piano di sviluppo rurale, modifiche D. legs 81/2008” organizzato in Fiera Millenaria dal Servizio Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro ASL di Mantova, Provincia di Mantova e Comitato Paritetico Provinciale per l’Agricoltura. Al dibattito sono intervenuti Emanuela Mossini, direttrice del servizio PSAL, Eugenio Ariano (“Piano nazionale in agricoltura), Katia Dalle Molle e Roberto Cagliari (“Effetti dannosi del calore: cause e prevenzione”), Giovanni Maggioni e Stefania Bosio (“Programma di sviluppo rurale 2007-2013”) e Maggiorino Spezia (“Prime osservazioni alle modifiche del D. Legs 81/2008”).
Dal 2000 ad oggi in provincia di Mantova si sono verificati 27 infortuni mortali, di cui 14 causati da trattori e macchine, 4 da strutture e impianti, 3 da attività di stoccaggio, 2 da cadute, 2 da colpi di calore, 1 da animali e 1 da caduta tronchi.
Per ridurre l’incidenza degli infortuni è necessario concertare un piano di intervento che, nelle prerogative dei relatori, prevede “programmati controlli per la riduzione dei principali rischi; il coordinamento con CPT Agricoltura per le verifiche; una stretta collaborazione con l’Amministrazione Provinciale e la sede territoriale della Regione Lombardia per il controllo dei requisiti di sicurezza dei trattori e, da parte della Polizia Locale, delle macchine agricole circolanti su strada; un progetto per l’adeguamento delle macchine agricole usate con le associazioni dei costruttori, rivenditori e riparatori di macchine agricole della Provincia”.
Durante la serata è stato presentato l’opuscolo “Attenzione al gran caldo”, a cura di Asl Mantova. Tra il 2008 e il 2009 in provincia di Mantova si sono verificati 3 infortuni da colpo di calore, di cui uno grave e due mortali.
Nell’opuscolo sono indicati gli accorgimenti e le misure che i datori di lavoro e i lavoratori sono tenuti ad osservare per ridurre i fattori di rischio: fornire i luoghi di lavoro regolarmente di acqua fresca e bevande idro-saline, indossare abbigliamento che protegge dagli effetti dannosi del calore e delle radiazioni ultraviolette (UV) del sole, prevedere pause di lavoro in luoghi il più possibile freschi o in aree ombreggiate con durata variabile in rapporto alle condizioni climatiche e allo sforzo fisico richiesto dal lavoro. E’ inoltre necessario prevedere l’acclimatazione dei lavoratori stranieri in rapporto ai repentini cambiamenti climatici, con l’obbligo, da parte del datore di lavoro, di programmare tutte le misure di prevenzione necessarie. Il lavoratore deve altresì garantire l’osservanza delle disposizioni e istruzioni impartite dal datore di lavoro, adottare comportamenti di salvaguardia e segnalare le situazioni di pericolo di cui venga a conoscenza.
E in riferimento al Ramadan “atti quali le cosiddette ‘liberatorie’ ” hanno ribadito i tecnici dell’Asl “non hanno nessun valore ma aggravano la posizione del datore di lavoro che viene informato della mancata osservanza delle misure preventive”.
Il servizio prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro dell’ASL della provincia di Mantova è stato anche presente in Fiera con uno stand dove erano esposte macchine agricole adeguate alla normativa di sicurezza.